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Il mutuo su misura PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Aprile 2010 16:01

Vanno tenuti in considerazione, come elementi chiave, per una scelta, la propria propensione al rischio e la variabilita' del proprio reddito. Per arrivare alla scelta ideale, inoltre, e' necessario sapere rispondere ad alcune domande, che proponiamo di seguito. Meglio il mutuo a tasso fisso o variabile? Quali sono i rischi se i tassi si dovessero alzare? Non si puo' dare una risposta certa a questa domanda anche se e' quella più comune tra chi deve accendere un mutuo. Si calcola che un mutuo variabile da 100mila euro per 20 anni parte in media con una rata da 545 euro al mese, mentre con un fisso se ne pagano 700. A conti fatti sembra non esserci confronto, ma in realta' non e' sempre così, perché il valore di una rata dipende dal costo del denaro che e' in continua oscillazione. Pertanto, il tasso variabile va scelto se si e' in grado di sostenere una rata che da un momento all'altro potrebbe subire un aumento del 40-50% ovvero un aumento di 200 euro al mese e comunque e' consigliabile su durate di finanziamento non eccessivamente lunghe (15 anni). Se invece si vuole stare sicuri la scelta del tasso fisso e' quella migliore: sempre la stessa rata da pagare per tutta la durata del finanziamento indipendentemente dal variare del tasso. Chi ha scelto il tasso variabile ha sempre guadagnato rispetto a chi ha preferito il tasso fisso? A condizioni standard di mercato sì. Secondo elaborazioni svolte su dati Banca d'Italia e Mutuionline (Milano: MOL.MI - notizie) , coloro che hanno sottoscritto un mutuo variabile di 100.000 euro a partire dal 2005 (dal secondo semestre) fino ad oggi hanno risparmiato sul pagamento della rata. Ma come si diceva prima, se si vogliono fare sonni tranquilli e' bene sottoscrivere un tasso fisso soprattutto per le durate di finanziamento lunghe e soprattutto per chi si indebita ai limiti delle proprie possibilita' finanziarie. Per chi non e' propenso al rischio e' meglio il tasso fisso poiché per non rischiare sul tasso variabile bisognerebbe conoscere molto bene i mercati e il loro andamento. Perché e' difficile trovare banche che surroghino il mutuo? La surroga sta diventando una condizione sempre più diffusa e richiesta ma, va detto che per la banca comporta non pochi costi.Ci sono almeno tre situazioni per cui e' difficile ottenerla: quando il debito residuo e' basso, sotto i 40mila euro; quando il debito residuo e' giudicato troppo altro rispetto al valore della casa: quando il reddito dei debitori non e' giudicato sufficiente. Avere un buon reddito da lavoro atipico e sostenere un affitto alto. Come mai pero' non si riesce a trovare un mutuo?Un mutuo viene concesso dalle banche secondo tre criteri: il valore della casa data in garanzia (oggi e' difficile ottenere più del 60-70%), il reddito del debitore (la rata del mutuo non deve superare più del 30-40% delle entrate mensili), la sicurezza del lavoro (senza garanzie di terzi un lavoratore atipico oggi difficilmente ottiene un mutuo). Conviene estinguere il mutuo in corso se si ha una somma sufficiente? Si tratta di investire la liquidita' allo stesso tasso del mutuo. Più questo e' alto, più l'estinzione e' consigliabile.

 
incentivi casa e non solo ... PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Aprile 2010 11:19

incentivi  È stato approvato dal Consiglio dei Ministri  il decreto-legge sugli incentivi a sostegno dei settori industriali in crisi. Il provvedimento contiene le disposizioni tributarie e finanziarie per il contrasto di frodi fiscali internazionali e per la destinazione dei gettiti così recuperati al finanziamento del Fondo per gli incentivi e al sostegno ai settori produttivi in crisi. Via libera agli incentivi per cucine, elettrodomestici ed eco-edifici.

Per l'acquisto di immobili energeticamente efficienti, dunque, la norma prevede un contributo pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile (con un massimo di 5mila  euro) per immobili che garantiscono un risparmio di energia del 30% rispetto ai valori fissati dal Dlgs 192/2005. Lo sconto sale a 116 euro al metro quadrato e , quindi, fino ad uno sconto massimo sull'acquisto pari a  7mila euro,  se i consumi energetici si riducono del 50%.

L'incentivo di maggior rilievo è quello destinato ai compratori di eco-case, abitazioni ad alta efficienza energetica anche allo scopo di agevolare i costruttori edili, un settore che è stato tra quelli più colpiti dalla crisi. In questo modo, inoltre, si prevede una maggiore richiesta di case più risparmiose e, quindi, una maggiore attenzione nelle nuove costruzioni alle tematiche del rispetto ambientale e dell' efficienza energetica

In ogni caso l'ammontare degli incentivi per l'acquisto di eco-case varierà in base allaefficienza energetica dell'edificio, valutato secondo i parametri già previsti per i lavori di riqualificazione energetica delle abitazioni ( si tratta della cosiddetta detrazione del 55%) dettati in prima battuta, e poi più volte corretti, dal decreto legislativo 192/2005 . Per questo, nell'acquisto di case efficienti sarà obbligatoria, e giocherà un ruolo fondamentale, la certificazione energetica dell'edificio ed avrà nuovamente un ruolo anche l'enea

La certificazione energetica infatti, è una sorta di carta d'identità energetica dell'edificio e ne indica la maggiore o minore efficienza in relazione alla appartenenza ad alcune classi piuttosto che ad altre. La certificazione è  obbligatoria per gli edifici di nuova costruzione, per le ristrutturazioni complessive, ma anche in caso di compravendite di vecchi edifici, anche se in questo caso l'accordo delle parti può derogare all' obbligo di allegazione della certificazione al rogito notarile se acquirente e venditore si accordano nel dichiarare che l'immobile appartiene alla calsse energetica "g" la più bassa di tutte, che indica una minore efficienza energetica dell'edificio.

Sempre in tema di immobili, poi, il decreto prevede un ampilamento della  possibilità di fare alcuni lavori all' interno della propria abitazione senza presentare la DIA ( denuncia dii nizio attività) al comune, una novità che, pur non riguardando aumenti di cubature o parti strutturali, ma solo le opere di ridotto cabotaggio interne all'abitazione, fin dalle prime indiscrezioni sull' entrata in vigore non aveva mancato di suscitare polemiche, specie tra i progettisti, direttamente interessati. Una sorta di reintroduzione surrettizia di una piccola  parte del tanto discusso piano casa C' è da segnalare, tuttavia, che l'intervento di semplificazione dovrebbe riguardare anche l'installazione di pannaelli fotovoltaici e termici. Questi, poi, gli altri interventi ritenuti ammissibili ai contributi e che avranno ad oggetto l' arredamento delle abitazioni: uno sconto del 20%, fino ad un massimo di 500 euro, per l'installazione di cappe elettriche, uno sconto del 20% , fino ad un massimo di 80 euro, per forni elettrici e piani cottura. Fino a 130 euro di sconto, invece, per l'acquisto di una nuova lavastoviglie. Per la sostituzione dei mobili della cucina, invece, è previsto uno sconto del 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 1.000 euro, per la sostituzione con cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza energetica (Classe A)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Aprile 2010 11:34
 
Il gruppo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Ottobre 2006 22:13

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Ultimo aggiornamento Martedì 12 Gennaio 2010 16:38
 
 
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